Giovanni Marchesich

Allena la mente, costruisci il corpo

Scacchi: sport della mente e del corpo

“Training your brain is just as important as training your body….It’s just like a muscle — if you’re not using it, you can lose it.” Magnus Carlsen

In che modo attività fisica e mentale si fondono per dare vita a quello che fino a poco tempo fa nell’immaginario comune era “un semplice gioco (se non addirittura un passatempo) per tutte le età”?

Pur non prevedendo, almeno apparentemente, alcuno sforzo fisico, gli scacchi richiedano effettivamente le stesse abilità che, normalmente, si associano agli altri sport di natura agonistica.

Per quanto riguarda la componente fisica, i risultati di alcuni recenti studi dimostrano che esiste una correlazione positiva tra buona forma fisica e corretta alimentazione dei giocatori e prestazione degli stessi. La capacità di gestire al meglio le energie, di saperle recuperare, ma anche di rimanere concentrati e attenti durante una partita, è qualcosa che si allena, anche e soprattutto con l’esercizio fisico.

Per poter giocare è necessario elaborare efficaci strategie e tattiche per decidere la mossa da compiere e per raggiungere l’obiettivo finale e vincere la partita. Questo continuo processo di elaborazione cognitiva mantiene la mente concentrata e sotto pressione; si tratta, però, di una pressione positiva e benefica che, se ben gestita, allena il giocatore a ­­pensare in maniera efficace e intelligente e lo abitua a sostenere la tensione legata alla partita.

E’ stato inoltre dimostrato da studi neuropsicologici che gli scacchi sviluppano l’intelligenza in cinque sue forme:

  • pratica, che consente di effettuare le mosse
  • analitica, per elaborare la strategia vincente e prefigurarsi le mosse future
  • creativa, per trovare soluzioni originali e prevedere le mosse dell’avversario
  • sociale, che permette, tra le altre cose, il rispetto delle regole
  • emotiva, fondamentale per rimanere concentrati, calmi, in una situazione di alto controllo percepito e tenere sotto controllo l’ansia da prestazione.

Sul piano psicologico, quindi, gli scacchi sono un ottimo esercizio che potenzia e sviluppa le capacità mentali, stimola le abilità di problem solving, di promuovere il senso agonistico della sfida e la motivazione a migliorare la propria performance.

Infine, è importante considerare l’aspetto sociale e aggregativo degli scacchi, elemento che li legittima ancora di più ad essere riconosciuti come uno sport. Come ogni altro sport, infatti, anche gli scacchi promuovono l’inclusione sociale, divenendo spazi di incontro e divertimento che uniscono età, culture, lingue e caratteristiche fisiche differenti.

Gli scacchi sono un gioco individuale e fisicamente statico, oltre a sviluppare componenti mentali di necessaria importanza per la vita, si rivela anche portatore di competenze sociali utili in situazioni di gruppo.

 E’ però molto importante alternarlo ad attività fisica.

I campioni come Magnus Carlsen, Vladimir Kramnik, Viswanathan Anand, Alexander Alekhine, Bobby Fischer non hanno mai perso l’occasione di allenare solo la loro mente ma anche il corpo.

I ricercatori sono giunti alla conclusione che i genitori, gli allenatori e i giocatori dovrebbero essere consapevoli dell’importanza della preparazione fisica prima della partita di scacchi.

Durante i tornei di scacchi, gli organizzatori dovrebbero fornire forme attraenti e attive di svago nel tempo libero dei giocatori;

rendere consapevoli i genitori e gli allenatori dell’importanza degli esercizi fisici regolari per la salute e per i risultati sportivi elevati.

Durante l’allenamento dei giocatori di scacchi, dovrebbe essere prestata maggiore attenzione alla loro preparazione fisica, in particolare negli esercizi che sviluppano la loro forza.

È importante rendersi conto che per poter stare così tante ore davanti alla scacchiera è necessaria una buona forma fisica. Proprio perché il lavoro mentale richiede più forza fisica rispetto a quello opposto. Quindi, se i giocatori giocano un torneo di lunga durata sotto pressione, spesso iniziano a commettere molti errori, finendo per perdere la partita solo perché non erano fisicamente preparati per la partita.

In questo modo molti giocatori di scacchi confermano che l’attività fisica li aiuta a vincere più partite perché poi sono più sopportabili.

Ad esempio, il campione del mondo, Magnus Carlsen è un grande appassionato di calcio ed  è bravo a pallavolo.

Alexandra Kosteniuk, una grande maestra di scacchi russa e campionessa mondiale di scacchi femminile dal 2008 al 2010, è una fan della corsa.

Il 14° Campione del Mondo di Scacchi e il 7° (2817) giocatore di tutti i tempi classificato Vladimir Kramnik, ama la corsa e il tennis, ma non potendo fare entrambe le cose, va in piscina. Dice “Nuoto da 1½ a due chilometri al giorno. Per tenersi in forma bisogna fare sport, ma purtroppo molte cose che mi piacciono, come il tennis ad esempio, i miei medici mi consigliano di evitare. Quindi devo nuotare. Il problema è che è piuttosto noioso, molto monotono, quindi sto cercando di risolvere gli studi mentre nuoto, solo per tenere la mente occupata”.

Il 15° campione del mondo di scacchi e prodigio degli scacchi Viswanathan Anand, ha il suo segreto per essere al top dei tornei. Durante una sua intervista, alla domanda cosa fa per mantenersi in forma fisicamente, ha risposto così.

Essere in salute è molto importante soprattutto nello sport. Negli scacchi, poiché dobbiamo prepararci per circa 7 – 8 ore al giorno, la forma fisica è essenziale quanto la forma mentale.

Harry Sneider, un amico di Bobby Fischer, preparatore atletico e campione del mondo di sollevamento pesi, una volta disse:

“Amava la potenza (allenamento) con i pesi, nuotava 45 minuti al giorno ed era un camminatore ‘campione del mondo’. Fa passi da gigante e può farlo per 3 ore e mezza. Gli piaceva anche giocare a tennis».

“Poiché gli scacchi professionali sono sedentari – molto sedentari, in effetti – il condizionamento fisico è essenziale”.

L’esempio di questi campioni ha mostrato quanto sia importante la sinergia tra allenamento della mente e del corpo per ottenere risultati di alto livello negli scacchi.

STUDI SCIENTIFICI

  1. Uno studio di Agnieszka Fornal-Urban e Anna KęskaPhysical fitness in relation to age and body build of young chess players” Pediatr Endocrinol Diabetes Metab   2009;15(3):177-82.https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/20384179/ ha rivelato una nuova teoria secondo cui è importante che tutti i giocatori di scacchi, soprattutto in giovane età, seguano una costante attività fisica. Lo studio è stato sostenuto dall’Università di Educazione Fisica di Varsavia, dall’Unione Europea degli Scacchi e dalla Federazione Scacchistica Polacca, nel 2009.

Durante la loro ricerca, hanno partecipato 73 persone (8-19 anni), di cui il 47,9% erano ragazze (35) e il 52,1% del gruppo erano ragazzi (38). Tra i membri c’erano gli allievi dell’Accademia polacca di scacchi, diversi medagliati dei Campionati Europei e Mondiali Junior e altri rappresentanti della squadra nazionale juniores. I membri sono stati divisi in quattro gruppi e ad ogni gruppo sono stati dati speciali test di fitness. Lo scopo dello studio era la valutazione della forma fisica e la sua relazione con l’età e la costituzione fisica degli atleti.

Materiali e metodi: A questo studio ha preso parte un campione di 73 individui (35 ragazze–48% e 38 ragazzi–52%) di età compresa tra 8-19 anni. Tutti i concorrenti erano membri della squadra nazionale e rappresentanti polacchi per il campionato europeo e mondiale di scacchi. La forma fisica dei giocatori di scacchi è stata misurata dai test EUROFIT.

Risultati: Con riferimento alla popolazione polacca i giocatori di scacchi hanno caratterizzato un livello più alto di forma fisica. In sei test di EUROFIT i giocatori di scacchi hanno ottenuto risultati standardizzati migliori rispetto ai controlli. Sit up (risultato medio standardizzato 0,842), corsa in navetta 10 x 5 m (0,577), salto in lungo in piedi (0,552) e bilanciamento del fenicottero (0,371) sono stati eseguiti molto bene dai giocatori di scacchi. Solo in un test, a braccio piegato, gli sportivi hanno ottenuto risultati peggiori (-0,719). È stata anche osservata una diminuzione permanente della forma fisica dei giocatori di scacchi con l’età.

Conclusioni: Sebbene la forma fisica dei giocatori di scacchi sia stata soddisfatta rispetto al controllo di pari età, si consiglia di includere nel loro allenamento più esercizi per lo sviluppo della forza. A causa dei cambiamenti nella struttura corporea con l’età e della diminuzione della forma fisica, i giocatori di scacchi dovrebbero partecipare a un’attività fisica regolare. Pertanto gli organizzatori di scacchi dovrebbero fornire la varietà di forme attive che possono essere scelte dai concorrenti nel loro tempo libero.

Secondo gli autori, essere fisicamente in forma fa bene agli scacchi, ovvero l’attività fisica occupa un posto importante nella routine di ogni scacchista professionista.

ha esaminato la sopravvivenza globale e regionale dei Grandi Maestri Internazionali di Scacchi (GM) con riferimento alla popolazione generale e confrontato la sopravvivenza relativa (RS) dei GM con quella dei vincitori di medaglie olimpiche (OM). Infatti, sebbene vi siano prove evidenti che mostrano il vantaggio in termini di sopravvivenza degli atleti d’élite, si sa molto meno di coloro che praticano sport mentali come gli scacchi.

Metodi: Le informazioni su 1.208 GM e 15.157 OM, rispettivamente, di 28 paesi sono state estratte dalle fonti di dati pubblicamente disponibili. Il metodo di Kaplan-Meier è stato utilizzato per stimare i tassi di sopravvivenza dei GM. È stato utilizzato un modello di rischio proporzionale di Cox per aggiustare la sopravvivenza per regione, anno a rischio, età a rischio e sesso e per stimare l’aspettativa di vita dei GM. Il tasso di RS è stato calcolato abbinando ogni GM o OM per anno a rischio, età a rischio e sesso alla tabella di vita del paese rappresentato dall’individuo.

Risultati: i tassi di sopravvivenza dei GM a 30 e 60 anni dal conseguimento del titolo di GM erano rispettivamente dell’87% e del 15%. L’aspettativa di vita dei GM all’età di 30 anni (che è vicina all’età media quando hanno ottenuto un titolo GM) era di 53,6 ([95% CI]: 47,7-58,5) anni, che è significativamente maggiore della vita media ponderata complessiva aspettativa di 45,9 anni per la popolazione generale. Rispetto all’Europa orientale, i GM del Nord America (HR [IC 95%]: 0,51 [0,29-0,88]) e dell’Europa occidentale (HR [IC 95%]: 0,53 [0,34-0,83]) hanno avuto una durata di vita più lunga. L’analisi RS ha mostrato che sia i GM che gli OM avevano un significativo vantaggio di sopravvivenza rispetto alla popolazione generale e non vi era alcuna differenza statisticamente significativa nell’RS dei GM (RS [95% CI]: 1,14 [1,08-1,20]) rispetto agli OM: (RS [IC 95%]: 1,09 [1,07-1,11]) a 30 anni.

Conclusione: i giocatori di scacchi d’élite vivono più a lungo della popolazione generale e hanno un vantaggio di sopravvivenza simile ai concorrenti d’élite negli sport fisici.

  • Perché i giocatori di scacchi devono essere fisicamente in forma? (11/2020)

https://lifestyle.livemint.com/health/fitness/why-chess-players-need-to-be-physically-fit-111605709758860.html

I giocatori di scacchi d’élite del mondo danno molta importanza alla forma fisica per essere migliori nel gioco. I grandi maestri dell’India ora stanno facendo lo stesso

Il fitness potrebbe non essere la prima cosa che ti viene in mente quando pensi agli scacchi. Ma immagina questo: quando i giocatori di scacchi d’élite sono in competizione, con tutto da perdere, la mente fa gli straordinari, la pressione sanguigna è alta, i polmoni lavorano più duramente del solito. Se non altro, bisogna considerare il comfort.

Il neuroendocrinologo americano Robert Sapolsky ha affermato che un giocatore di scacchi può bruciare fino a 6.000 calorie al giorno mentre gioca in un torneo. “I Grandi Maestri mantengono la pressione sanguigna elevata per ore nell’intervallo riscontrato nei maratoneti competitivi”, ha detto. In effetti, la morte di due giocatori di scacchi a poche ore l’uno dall’altro durante un’Olimpiade di scacchi in Norvegia nel 2014 ha portato a una sfilza di articoli su come il corpo reagisce a ore trascorse davanti a una scacchiera cercando di superare in astuzia un avversario. Stephen Moss, autore di The Rookie: An Odyssey through Chess (and Life) (2016), ha scritto su The Guardian all’epoca che “c’erano quasi 2.000 giocatori che prendevano parte all’evento, alcuni di loro, specialmente gli uomini, avanti negli anni, inadatto, sedentario.” Per uno sport che utilizza entrambi gli emisferi del cervello e richiede una concentrazione intensa, è importante avere un certo livello di forma fisica per avere successo.

Quanti scacchisti ci sono in FVG?

Nella rubrica “Le 64 caselle in FVG” del Messaggero Veneto oggi in edicola tutti i numeri dello scacchismo in Friuli Venezia Giulia, regione virtuosa in uno sport che sta diventando sempre meno “di nicchia” e più accessibile grazie anche alla modalità online.

Buona lettura!

http://www.federscacchi.it/str_tess.php

Un’ interessante miniatura

Nei giorni scorsi è stata giocata al Fide Grand Swiss (torneo che si sta disputando a Riga in Lettonia con un rating medio di 2647 elo e un montepremi complessivo di 550 mila USD, dove i primi due giocatori qualificati parteciperanno al torneo dei Candidati 2022) una partita che si distingue per la sua stravaganza e allo stesso tempo per la sua brevità.

Il bianco era Baadur Jobava, giocatore georgiano dal repertorio originale, il nero invece era Jules Moussard, over 2600 francese.

1.e4 e5

2.d4 exd4

3.Cf3 Con questo ordine di mosse probabilmente Jobava voleva evitare la difesa Petrov, giocata dal francese nei turni precedenti

3…Ab4+!? Una mossa che tenta di punire subito la scelta di apertura avversaria.

4.Cbd2!? Il georgiano non si fa cogliere impreparato giocando una mossa inconsueta rispetto alla più popolare 4.c3

4…d5

5.Cxd4 Ce7

6.c3 Ac5

7.C2b3 Ab6

8.Ag5 un alternativa per il bianco sarebbe potuta essere 8.exd5 Dxd5 9.De2! creando problemi al nero per arroccare.

8…0-0

9.exd5 Dxd5

10.Axe7 Te8

11.Ce2

Jobava – Moussard, Riga 2021
Posizione dopo 11.Ce2

11… Dh5?? Il GM francese non calcola bene e commette un errore tattico. Il nero deve tentare di attivare il più possibile i pezzi essendo impossibilitato a catturare l’alfiere in e7. Dopo 11…Df5 12.Ah4 De4 13.Ag3 Ad4 il nero ha un forte controgioco.

12.Dd2 h6

13.0-0-0 Cc6

14.Cf4 1-0

Una partita interessante, che dimostra che anche i più forti giocatori al mondo possono commettere errori.

https://grandswiss.fide.com/

La nuova dimensione degli scacchi: da gioco da tavolo a eSport

Nel maggio scorso si è giocata la Mitropa cup 2021 – torneo scacchistico che ospita le squadre di 10 paesi europei – quest’anno in modalità ibrida a causa della pandemia. Grazie a una collaborazione tra la Federazione scacchistica italiana e l’organizzazione di eSports QLASH, la squadra italiana è stata ospitata nel grande quartier generale (più di due mila metri quadri di spazi e tecnologie di ultima generazione) a Villorba di Treviso. Ed è andata benissimo, perché l’Italia ha vinto il prestigioso torneo.

Abbiamo incontrato il CEO di QLASH, Luca Pagano, a Forni di Sopra (Udine) in occasione del 12° Open Internazionale delle Dolomiti, organizzato da FVG Promozione Scacchi in collaborazione con Unichess di Roberto Mogranzini. Classe 1978, di Treviso, Pagano nasce come giocatore di poker: ha fondato assieme al padre Claudio la Federazione Italiana Gioco Poker e ha condotto il reality e talent show “La casa degli Assi” (format originale di PokerStars.it) tramesso in prima visione su Italia 2 e, dato il successo di pubblico, anche su Italia1. Nel 2017, assieme al giocatore professionista Eugene Katchalov, entra nel mondo dei giochi elettronici competitivi con la creazione di un team di professionisti internazionali di nome QLASH, una media company che costruisce e supporta a livello globale e locale comunità di Gaming ed eSports.

Giovanni Marchesich con Luca Pagano
a Forni di Sopra

Con il gioco degli scacchi online, che ha avuto un incremento enorme durante la pandemia, gli scacchi si sono avvicinati molto al mondo dei videogame. Come pensate di proseguire e rafforzare, anche con Roberto Mogranzini, questa sinergia?

“Il sodalizio con la Federazione Scacchista Italiana – afferma Pagano – è stato vincente e rappresenta solo l’inizio di una proficua collaborazione che stiamo costruendo. Il presidente Luigi Maggi sta guardando al futuro, a quella che sarà la seconda giovinezza degli scacchi”.

Pensi quindi che la riflessione che caratterizza il gioco degli scacchi, almeno nei tempi standard, non sia in contrapposizione con la velocità e la prontezza di riflessi necessaria nei videogame?

“No, perché esistono eSports che richiedono riflessi, ma altri, come Teamfight Tactics (TFT), che necessitano di un mind set di estrema concentrazione e studio di strategia. E gli scacchi possono avere il naturale sbocco dimensione”.

Credi che con lo sviluppo di tale collaborazione si possano avvicinare sempre più giovani al gioco degli scacchi, inteso come eSport?

“Certamente, questo secondo me è il futuro e il rilancio di tale sport. Abbiamo anche sviluppato un progetto rivolto alle scuole, QLASH Lab, dove parliamo direttamente ai giovani evidenziando le potenzialità anche lavorative che il mondo degli eSport offre, e potremmo agganciarci anche alla capacità tattiche e strategiche che gli scacchi sviluppano, aiutando il problem solving.”

Ho letto che la tua passione per il poker è iniziata sui tavoli da gioco al casinò di Nova Gorica. Ogni anno in febbraio al casinò Perla viene organizzato un torneo internazionale di scacchi molto forte. Pensi magari di poterlo affiancare con un torneo parallelo di scacchi online?

“Ci penseremo. Intanto stiamo già lavorando all’organizzazione di grandi tornei scacchistici in rete”.

La sede QLASH a Villorba

https://qlash.gg/

Riprendono i corsi di scacchi in Friuli Venezia Giulia

Oggi nella rubrica “Le 64 caselle in FVG” del @Messaggero Veneto i corsi, differenziati per livello e per tematica, programmati per l’autunno nelle varie province.

Buona lettura!

I corsi della Scacchistica Pordenonese e di Palmascacchi